Julia Ratajczak-Jeziorska

«In futuro vorrei specializzarmi ulteriormente nella trasformazione digitale del settore edile».

Se dovesse descrivere Fraunhofer Italia in due parole cosa direbbe?

Sviluppare il futuro.

In quale settore/azienda lavora attualmente e quale posizione ricopre nello specifico?

Da dicembre 2017 lavoro a Varsavia presso Budimex,  la più grande società di costruzioni in Polonia. Attualmente ricopro il ruolo di Coordinatrice per l’Innovazione nell’omonimo dipartimento.

Quando ha lavorato presso Fraunhofer Italia e in quale area di ricerca?

Ho lavorato come collaboratrice scientifica nell'area di ricerca Process Engineering in Construction da luglio 2013 a novembre 2017.

Cosa le è sembrato particolarmente interessante del suo lavoro a Fraunhofer Italia?

Grazie al lavoro presso Fraunhofer Italia ho potuto specializzarmi nell’ottimizzazione dei processi edilizi e nella trasformazione digitale dell’edilizia. Inoltre, ho potuto collaborare con grandi esperti del settore e sviluppare le mie idee nel campo della Digital Construction. Infine, con il sostegno di Fraunhofer Italia ho intrapreso la mia avventura verso il dottorato di ricerca che rappresenta per me una bellissima esperienza.

Che cosa le ha insegnato il lavoro presso Fraunhofer Italia e come l'ha aiutata a raggiungere il suo attuale ruolo in azienda?

Innanzitutto, ho imparato che grazie alla collaborazione di tante “teste” con diversi background si è in grado di arrivare a soluzioni davvero uniche e innovative. Oltre a valorizzare il carattere multidisciplinare del nostro team, ho imparato ad ascoltare il prossimo e a mettere a disposizione le mie competenze per sviluppare qualcosa di concreto che aiutasse davvero le aziende a migliorare i loro processi. Accompagnare le aziende verso la trasformazione digitale è un compito assai delicato, per il quale sono necessari un forte spirito di squadra e tanta creatività. Queste qualità mi sono utili ancora oggi nel mio lavoro quotidiano.

Quali sono i suoi ricordi più vivi come membro del team di Fraunhofer Italia?

Sicuramente la collaborazione tra i tre team di ricerca, caratterizzata da un libero scambio d’idee, da un continuo supporto dei colleghi e da un’atmosfera di lavoro piacevole. Sinceramente mi sentivo come in una grande famiglia.

Che cosa ha studiato in precedenza e quale titolo accademico ha ottenuto?

Da ottobre 2016 sono dottoranda presso la Scuola di dottorato “Sustainable energy and technologies” insediata alla Facoltà di Scienze e Tecnologie della Libera Università di Bolzano. A giugno 2020 discuterò la mia tesi incentrata sul tema della realtà aumentata, BIM e lean construction per migliorare i processi di costruzione, la qualità del costruito e la comunicazione in cantiere. Precedentemente, ho conseguito il Master di II livello  “CASACLIMA” presso la Libera Università di Bolzano e prima ancora la laurea specialistica in Architettura presso il Politecnico di Milano.

Avrebbe mai pensato al tempo di Fraunhofer Italia di arrivare lì dove è ora?

Quando ancora lavoravo a Fraunhofer Italia ero curiosa di conoscere l’altro lato con il quale collaboravo quotidianamente, cioè quello delle aziende. All’epoca non pensavo che avrei avuto l’opportunità di lavorare in una grande imprese delle costruzioni, nemmeno avrei pensato che la vita mi avrebbe di nuovo portato nel mio Paese di origine.

Su cosa sta lavorando al momento e cosa le piace di più del suo lavoro?

Attualmente sto lavorando in due progetti di ricerca finanziati dal programma europeo di finanziamento Horizon 2020. Il primo è BIMERR, che ha l’obiettivo di realizzare una piattaforma ICT per digitalizzare il processo di risanamento energetico degli edifici. Il secondo è SAFEWAY che si prefigge di creare un sistema di gestione delle infrastrutture basato su GIS per una risposta ottimizzata agli eventi catastrofici sulle reti di trasporto terrestre. In parallelo, sto coordinando due progetti di ricerca finanziati a livello nazionale che riguardano la riduzione del rumore e delle vibrazioni lungo la rete ferroviaria. Infine, mi occupo in generale di proporre nuove soluzioni per ottimizzare i processi nell’edilizia. Ciò che mi affascina di questo lavoro è la combinazione tra la ricerca e sviluppo e il reale lavoro in cantiere. Far collaborare questi due mondi rappresenta una sfida che mi piace affrontare nel quotidiano: concretamente si tratta di dialogare costantemente con i colleghi in cantiere, i quali mi aiutano a capire i problemi reali che devono affrontare ogni giorno e per i quali mi impegno a cercare soluzioni adatte.

Quali sono i suoi obiettivi lavorativi?

In futuro vorrei trovare il modo di riconciliare la mia carriera professionale con quella accademica. Vorrei anche specializzarmi ulteriormente nella trasformazione digitale del settore edile, capire meglio le nuove tecnologie che potrebbero cambiare il modo in cui lavoriamo, e come queste potrebbero essere implementate nelle aziende del settore edile.

Come si svilupperà il Suo settore nel prossimo futuro?

Credo che nel mio campo professionale la digitalizzazione e l’automazione  saranno  sempre più presenti. Di conseguenza l’edilizia necessiterà di una grande trasformazione dei processi.  Mi piace l’idea di poter partecipare attivamente a questo cambiamento.

E, ultimo ma non meno importante, cosa augura a Fraunhofer Italia in occasione del suo decimo anniversario?

A Fraunhofer Italia per i suoi primi 10 anni auguro tantissimi progetti di ricerca che possano portare le aziende verso le future direzioni di sviluppo tecnologico e di processo. Auguro anche di mantenere nel tempo un team di ricercatori pieni di entusiasmo, idee, curiosità e voglia di creare. L’industria conta su di voi!