Daniel Krause

«Il mio periodo trascorso a Fraunhofer Italia mi ha insegnato come affrontare sfide apparentemente insuperabili in modo creativo e propositivo».

Se dovesse descrivere Fraunhofer Italia in due parole cosa direbbe?

Orientato al futuro, pratico.

In quale settore/azienda lavora attualmente e quale posizione ricopre nello specifico?

Oggi lavoro per Wayss & Freytag Ingenieurbau AG a Francoforte. Come filiale del gruppo olandese Royal BAM Group, Wayss & Freytag Ingenieurbau è una delle società di costruzioni leader nel settore delle infrastrutture in Germania. Nell’azienda sono responsabile del dipartimento di Digital Construction. Si tratta di un reparto interno di consulenza e sviluppo per l'implementazione di una strategia di digitalizzazione completa per l'azienda. Il mio compito è lo sviluppo e l'implementazione di metodi e strumenti supportati digitalmente per l'ottimizzazione dei processi operativi aziendali.

Quando ha lavorato presso Fraunhofer Italia e in quale area di ricerca?

I miei primi ricordi di Fraunhofer Italia sono uffici vuoti con alcuni scatoloni, pochi mobili e la bella sensazione di avere davanti a sè possibilità di sviluppo infinite. All’inizio ho dovuto affrontare molte trasferte tra Stoccarda e Bolzano, prima di trasferirmi con la mia famiglia in Alto Adige. Ho avuto la fortuna e l'onore di far parte del team di start-up proveniente dal Fraunhofer IAO, che ha potuto iniziare le attività di Fraunhofer Italia sotto la direzione di Prof. Dominik Matt a partire già da dicembre 2009. Col cuore pesante sono tornato in Germania a metà del 2016 per motivi familiari.

All'inizio della mia carriera a Fraunhofer Italia ho coordinato il team dell‘area di ricerca Process Engineering in Construction. Nel 2012 ho poi assunto anche il ruolo di vicedirettore.

Cosa le è sembrato particolarmente interessante del suo lavoro a Fraunhofer Italia?

Sicuramente la stretta collaborazione con numerose PMI altoatesine nell'ambito di diversi progetti di ricerca. Mi ha colpito molto poi la profonda tradizione artigiana del territorio altoatesino che ha mostrato sempre un grande entusiasmo per l'innovazione, una cosa che non avevo mai visto prima in Germania.

Che cosa le ha insegnato il lavoro presso Fraunhofer Italia e come l'ha aiutata a raggiungere il suo attuale ruolo in azienda?

ll mio periodo trascorso a Fraunhofer Italia mi ha insegnato come affrontare sfide apparentemente insuperabili in modo creativo e propositivo. La consapevolezza che l'innovazione e il progresso tecnico non sono fine a sè stessi, ma devono sempre perseguire un valore aggiunto concreto e misurabile nella fase di implementazione rimane un aspetto centrale del mio lavoro quotidiano.

Quali sono i suoi ricordi più vivi come membro del team di Fraunhofer Italia?

A Fraunhofer Italia associo molti bei momenti e una certa emozione legata all‘ignoto. Aver fatto parte di questa giovanissima e simpaticissima squadra piena di ambizioni è stato un grande arricchimento. Ricordo molto bene la collaborazione straordinaria tra i vari membri del team nei nostri progetti di ricerca, in particolare nel nostro progetto di start-up build4future.

Che cosa ha studiato in precedenza e quale titolo accademico ha ottenuto?

Mi sono laureato in ingegneria civile all'Università Tecnica di Darmstadt. Durante la mia permanenza al Fraunhofer ho ottenuto il dottorato all'Università di Stoccarda. 

Su cosa sta lavorando al momento e cosa le piace di più del suo lavoro?

Il mio obiettivo principale è l'implementazione di Digital Construction e BIM, sia dal punto di vista organizzativo e strategico in azienda, sia dal lato operativo nei nostri progetti di costruzione. L'obiettivo è aumentare la produttività, la qualità e ridurre i rischi dalla progettazione alla costruzione. Ad esempio, il coordinamento della pianificazione specializzata basata su modelli può prevenire gli errori in fase iniziale. Le applicazioni mobili intelligenti possono invece ridurre sensibilmente la durata delle attività di cantiere. Oltre a tutte le questioni tecniche, trovo particolarmente interessante l'aspetto sociale e interpersonale di queste innovazioni. La sfida più difficile, e al contempo il grande potenziale connesso a queste innovazioni, solitamente non risiede nella tecnologia, bensì nella nostra testa, cioè nel cambiamento del nostro modo di pensare e lavorare abituale.

Quali sono i suoi obiettivi lavorativi?

Il mio obiettivo è di essere parte attiva del cambiamento per rendere il settore delle costruzioni più intelligente, più cooperativo e più sostenibile.

E, ultimo ma non meno importante, cosa augura a Fraunhofer Italia in occasione del suo decimo anniversario?

Auguro a Fraunhofer Italia di portare avanti molti progetti di ricerca entusiasmanti e raggiungere il successo sotto ogni aspetto come parte della grande famiglia Fraunhofer!